Fontina D’Alpeggio Arpav su Yndella.com, la Valle d’Aosta a portata di Click!

Da dove arriva il nome Yndella?
Yndella fu il nome di una piccolissima porzione di terreno in una frazione della valle del Gran San Bernardo.
A rotazione si coltivavano patate e altri ortaggi, da un piccolo lembo di terra, negli anni favorevoli, si otteneva il sostentamento annuale di una famiglia intera.
Il concetto di Yndella piccolo appezzamento fruttifero viene messo a paragone con l’intera Valle d’Aosta, che, al cospetto del mondo, è un piccolo, piccolissimo territorio, dal quale, però si possono ottenere una moltitudine di prodotti e servizi di qualità legati al “food & Beverage” legati al mondo dell’artigianato, legati al turismo alpino.
Grazie ad Yndella.com il territorio valdostano, tutto, diventa un magazzino a portata di click!

Per un’amante come me dei prodotti tipici italiani, trovare un sito web dove produttori e commercianti legati alla Valle d’Aosta è a dir poco meraviglioso!
Grazie ad Yndella.com le Botteghe dei produttori Valdostani si uniscono e riescono a farsi conoscere da tutti.

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La Fontina D’alpeggio è unica nel suo genere, ve lo garantisco!
Il suo nome, Fontina, potrebbe derivare da un alpeggio chiamato Fontin o dal villaggio di Fontinaz, ma anche dal francesefontis a indicare la capacità di fondersi al calore.
È un vero ritorno al passato quello che l’Arpav (Asso- ciation régionale Propriétaires d’Alpage Vallée d’Aoste) ha avviato nel 2017 con l’obiettivo di dimostrare come tecniche di produzione antiche e necessità della moderna conduzione d’alpeggio possano portare ad un prodotto di elevatissima qualità.
Volendo semplificare si distingue la Fontina “invernale” da quella d’alpeggio per il fatto che la seconda viene prodotta solo d’estate sugli alpeggi più alti della Valle d’Aosta, dove gli animali si cibano essenzialmente con l’erba e i fiori di montagna con tutti i loro sapori, profumi e sentori che poi il latte trasmette al formaggio nella sua versione più pregiata.

Con questa favolosa Fontina ho voluto omaggiare la Valle d’Aosta, ricreando uno dei loro piatti più tipici, la Seupa a la Valpellinentze, una delle leccornie più famose della valle d’Aosta.

Per questa ricetta, che ho bisogno di:

  • Brodo
  • Cavolo Verza
  • Pane Casereccio
  • Fontina valdostana originale!
  • Burro 

Si fa bollire il cavolo verza fino a lessatura completa.
Tostare nel burro le fette di pane e poi accomodatele in una teglia da forno o come ho fatto io in due piatti che andranno in forno e serviti poi direttamente a tavola belli caldi.
Si alternano uno strato di cavolo con uno di fette di pane e uno di fontina tagliata a dadini.
Terminate l’ultimo strato superiore con la fontina.
Si bagna tutta la zuppa ottenuta con il brodo e si mette la preparazione nel forno ben caldo e vi si lascia cuocere per mezz’ora o un’ora a seconda della consistenza della zuppa che si desiderate ottenere.
Infine quando la zuppa imbiondisce e inizia a formare una crosticina dorata si sforna e si aggiunge una buona dose di burro fuso e si serve subito ben calda.

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Seupa a la Valpellinentze

Nemmeno a dirlo, il giorno dopo, con la fontina avanzata, ho preparato la polenta concia, che io adoro.
E’ molto semplice, preparare la polenta e a cottura ultimata aggiungere la fontina e del burro tagliati a cubetti, mescolate per qualche minuto lasciandoli sciogliere e servitela calda.
La si può accompagnare con un buon spezzatino, ma io la mangio così com’è!

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Polenta Concia

 

Per conoscere meglio questo prodotto e cercare tra tutti gli altri
date un’occhiata al loro sito web:

yndella.com

Yndella

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