#recensione “James Hook – Il pirata che navigò in cielo” di Mario Petillo

TRAMA

Vi siete mai chiesti come Capitan Uncino è arrivato all’Isola che non C’è? Questa è la storia di James M. Turner, meglio noto come Capitan Hook, il leggendario pirata che da più di un secolo fa sognare i lettori. Si tratta però di un romanzo che cambia la prospettiva degli eventi, fornendoci dei dettagli importanti sulla vita del capitano della Jolly Roger. È davvero lui il “cattivo” oppure le sue azioni hanno motivazioni particolari? E chi è davvero Peter Pan, leader indiscusso di Neverland?Per scoprirlo non resta che ripercorrere le origini dell’unico uomo che ha saputo tenere testa a Barbanera, scoprendo che nel suo cuore hanno albergato sentimenti contrastanti, compromessi troppo presto dagli eventi di un’esistenza difficile. Tra l’Inghilterra di inizio Settecento, gli oceani e le sponde di un’isola incantata, il mito di James Hook, a distanza di tanti anni, è ancora in grado di riservare delle sorprese.

 

“James Hook – Il pirata che navigò in cielo”, è il romanzo d’esordio del giornalista Mario Petillo, nato a Salerno nel 1990 e ora vive a Milano.
Il romanzo è pubblicato dalla casa editrice Scatole Parlanti per la collana Mondi.
Duecento le pagine per questa storia, dove il protagonista è James M. Turner, meglio noto come Capitan Hook, il leggendario pirata che da più di un secolo fa sognare i lettori.
Petillo nel suo romanzo cambia la prospettiva degli eventi, fornendoci dei dettagli importanti sulla vita del capitano della Jolly Roger.

«Per tanti anni» scrive Petillo «ci siamo identificati in Peter Pan, l’eroe positivo che non voleva mai mollare la sua giovinezza, che ambiva a restare un fanciullo per tutta la vita. Ma non abbiamo considerato la figura di James Hook, non ci siamo mai soffermati sul domandarci quali fossero i motivi dietro il suo odio nei confronti di Peter Pan. Tutti noi abbiamo perso qualcosa, così come il giovane James, che ha dovuto rinunciare a tutto, nella sua vita. Lui era uno di noi. Per questo la sua figura andava riabilitata agli occhi del pubblico. Spero di avercela fatta, perché dopotutto il mio obiettivo è sempre e solo ristabilire l’ordine con l’immaginazione, infondere speranza. La speranza che un giorno James Hook possa riavere ciò che gli è stato tolto».

Davvero un buon romanzo questo di Mario Petillo, con una lettura scorrevole e semplice, ma per niente banale.
Lo si legge con una certa curiosità, e ci si trova davanti un’idea meravigliosa, che viene raccontata benissimo.
Il giornalista e autore del libro ci fa sognare in maniera inaspettata e anche per questo la storia si legge senza pause, divorando le pagine fino all’ultima.
Tantissimi complimenti per questo esordio, ora aspetto nuovi lavori da Mario Petillo!

 

 

 

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