#recensione Fulgore della notte di Omar Viel

“Fulgore della notte”: il romanzo d’esordio di Omar Viel in libreria dal 30 settembre
per Adiaphora Edizioni

 

TRAMA

Sullo sfondo di un’incantevole Bristol e dell’insaziabile Londra, Viel – finalista del Premio Italo Calvino nel 1992 e autore di racconti apparsi su “Nazione Indiana”, “Nuova Prosa” e nell’antologia Veni­se, collection Bouquins, pubblicata dall’editore francese Robert Laffont – narra con la sua prosa visionaria il viaggio surreale e magnifico della famiglia Wilson, tra i versi immortali di Blake, Keats e Shelley.
Un viaggio fatto di incontri bizzarri con personaggi eterei, in equilibrio tra il mondo del visibile e quello dell’invisibile, tra l’universo tangibile e quello dell’immaginazione. 

Il professor Gordon Wilson non si sarebbe dovuto trovare in quella strana casa. Inebriato dal fascino di una ragazza sconosciuta, così simile a sua moglie Una, provoca inavvertitamente un incendio; dalle fiamme, scivola nella realtà la sinuosa figura di una tigre. Gor­don, spaventato, fugge, lasciando la propria famiglia disorientata.
Sarà Liz, una delle figlie, a recarsi a Londra alla ricerca del padre: un vero e proprio passaggio di testimone tra il professore e la giovane musicista, che incontrerà sul suo percorso antichi prodigi che la condurranno a svelare i misteri degli Wilson.

 

«Un libro di magia, e la magia è la scrittura avvol­gente. Se entri, preparati a fare i conti con il mistero e la prepotenza dei miracoli. Se hai anche la fortu­na di uscirne,
torni a casa con un sorriso.»

Gian Luca Favetto

 

“Fulgore della notte” è il titolo del romanzo d’esordio dell’autore Omar Viel, disponibile nelle librerie e negli store online dal 30 settembre per la casa editrice Adiaphora Edizioni.
Fulgore della notte è definito un cammino esistenziale, fisico, letterario, con incursioni nel poetico.
Un romanzo composito nel quale si innesta un generoso tributo al Romanticismo inglese, che invita a lasciar andare gli ormeggi della ragione per abbandonarsi al dominio del possibile.
Poco più di duecento pagine, dove 
passato e presen­te si intrecciano, nulla è certo e tutto è possibile.
Scritto in maniera magistrale, l’autore è molto bravo a scrivere e descrivere sia i personaggi che le ambientazioni molto inglesi.
Anche per questi motivi il romanzo si legge davvero scorrevolmente e con molta curiosità, fino alla fine.
Io l’ho amato fin dalle prime pagine e ve ne consiglio la lettura, soprattutto se avete voglia di qualcosa di diverso dal solito e soprattutto ben scritto!

 

 

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